Bepi Contin e il Selvatico

Ricordo di un compagno di classe, collega e amico

di Mario Iral e Antonia Zecchinato

 

Mitici quegli anni (fine ’60 – inizi ’70) quando Bepi Contin, studente del Selvatico, in rotonda, amava sottolineare i principi architettonici di Le Corbusier, presupposti che in quel periodo si delineavano come percorsi di rottura per una possibile avanguardia.
Rispetto a noi (suoi compagni di classe) lui aveva qualche anno in più di esperienza sulle spalle e in merito a ciò elargiva sempre nuovi argomenti di discussione sui quali noi eravamo sempre pronti e positivamente reattivi.
I corridoi e le aule della scuola erano popolati di esempi e proposte architettoniche oltre a esperienze artistiche specifiche dei vari indirizzi. Sicuramente, la concomitanza delle diverse sezioni incuriosiva e animava reciprocamente gran parte degli studenti e le energiche sferzate dei proff.ri Bresciani, Zanardo, Bernabei e Nicoletti iniettavano nuove vitamine e proiettavano gran parte degli studenti ad ambire un perfezionamento universitario.
tavole di progetto
Un decennio più tardi vediamo Bepi Contin tornare al Selvatico, questa volta come docente di discipline architettoniche, ricco di esperienze progettuali concrete maturate sul campo e disposto a creare le condizioni per trasmettere agli studenti tutto ciò.

 

tavole di progetto
L’architettura è materia complessa, come sappiamo, spazia dal cucchiaio alla città, implica aspetti pubblici e privati, tocca interessi economici e valori estetico-ambientali.
tavole di progetto
In questo periodo Bepi Contin, impegnato nell’insegnamento, tra il Selvatico e la facoltà di Ingegneria di Padova, si pone obbiettivi molto lusinghieri: chiarire una volta per tutte i meccanismi razionali della progettazione e decide di scrivere il suo trattato: “LE REGOLE DEL BELLO” un contributo all’educazione progettuale, come lui afferma.
Nel libro, una prima parte è dedicata alla lettura delle forme, al rilievo percettivo, all’individuazione dei segni e dei codici, alla decodificazione di immagini e opere.
La seconda è riservata al “metodo operativo”, sviluppata su dieci punti tutti finalizzati all’armonia compositiva rivolta ai vari campi della progettazione.
Con questo bagaglio culturale, ha affrontato l’insegnamento, gli impegni progettuali che lo hanno visto elaborare numerose proposte sui nodi urbanistici e architettonici della città di Padova ma, anche, le centinaia di articoli, puntuali e profondi, sui temi più scottanti del divenire della realtà urbana.

 

Curriculum dal testo di presentazione del libro (2002):

Bepi Contin, LE REGOLE DEL BELLO

Grammatica per la composizione degli elementi.

CORSO D’EDUCAZIONE PROGETTUALE urbanistica ingegneria architettura scultura pittura fotografia grafica video

Nel corso degli studi all’Istituto d’Arte, dove ha modo di seguire le lezioni di G.Bresciani Alvarez, ha iniziato lo studio dei tracciati regolatori nel design, nella prefabbricazione, nella città, nel territorio.

Ma sarà Carlo Scarpa, a Venezia e a Vicenza, con cui elabora una tesi sul modulo oggetto, ad indicargli l’immagine a testo di percezione della geometria, dei materiali, dei colori, con un approccio anche grafico, di segno.

La ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di questi temi, si concentrano nell’attività di architetto e in quella didattica svolta per un ventennio nelle scuole superiori e all’Università. Le linee teoriche le esperienze sulla possibile applicazione della geometria nella composizione degli elementi, sono emerse dal comune lavoro con gli studenti, interpretando, a fini di progetto, la storia dell’arte, la geometria descrittiva, le discipline architettoniche, l’ingegneria, le strutture.

Patrimonio che trova applicazioni anche in urbanistica, con studi e progetti sulle tematiche periurbane, sulla fluviabilità di Padova e di Venezia.

Costante anche l’attività artistica con sculture, disegni, installazioni, video.

Attualmente collabora alla didattica presso la facoltà di Ingegneria civile di Padova, dove si occupa di composizione architettonica e progetto di strutture.

Numerosi i riconoscimenti nel design, gli scritti e i progetti pubblicati su varie riviste di architettura, urbanistica, paesaggio.

 

 

 


				

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